Prima di lei era toccato a giganti della poesia americana, come Robert Frost, e Maya Angelou. Oggi, davanti a Capitol Hill, in occasione del giuramento del 46esimo presidente americano, c’era Amanda Gorman. Afroamericana di Los Angeles, Gorman è diventata nel 2017 la più giovane vincitrice del prestigioso National Youth Poet Laureate, un premio dedicato a giovani poeti e poetesse. The Hill We Climb. È questo il titolo della poesia che Gorman ha portato alla cerimonia d’insediamento di Joe Biden. Un titolo e un contenuto ispirato, almeno in parte, ai fatti avvenuti a Capitol Hill lo scorso 6 gennaio.

«Abbiamo visto una forza che frantumerebbe la nostra nazione piuttosto che unirla», recitano i primi versi anticipati dal New York Times. Gorman è figlia di un’insegnante. È stata lei – rivela – ad averla ispirata a lavorare per avere un impatto sulle generazioni più giovani. Il colpo di fulmine con il mondo della poesia – e della lettura – è arrivato da giovanissima con L’estate Incantata, romanzo di formazione dello scrittore americano Ray Bradbury. Gorman, tra i libri del cuore, conserva anche una versione per bambini di Jane Eyre che ha acquistato per un dollaro in un negozio di Los Angeles.

Come la poetessa Maya Angelou, scelta da Bill Clinton per la sua cerimonia inaugurale, non è stato facile superare lo scoglio di parlare in pubblico. Soprattutto per la difficoltà di pronuncia la lettera “r”: «Non vedo la mia disabilità come una debolezza», ha detto Gorman. «Mi ha reso l’artista che sono e la narratrice che mi sforzo di essere. Quando devi insegnare a te stesso a pronunciare dei suoni, quando devi essere molto preoccupato per la pronuncia, ti dà una certa consapevolezza del suono, dell’esperienza uditiva».

Laureata in sociologia ad Harvard, a fine anno uscirà il suo primo libro: Change Sings. Poetessa e attivista, ha parlato ad eventi pubblici affrontando diverse questioni del presente americano: dal razzismo alla brutalità della polizia, fino all’incarcerazione dei bambini migranti. Oggi, Gorman è tornata a parlare in pubblico in un momento che lei stessa ha definito storico. L’elezione di Kamala Harris alla vicepresidenza «è una vittoria per tutte noi che vorremmo vederci rappresentate come donne di colore in carica». Per questo ha già annunciato la sua intenzione di candidarsi alla presidenza per il 2036, anno in cui avrà l’età legale per poterlo fare.

Foto copertina/ Credits: Instagram/Amanda Gorman