È il 23 febbraio del 1995 quando, all’improvviso, a Sanremo irrompe un uomo, Pino Pagano, 38 anni, bolognese, disoccupato, che tenta di buttarsi giù dalla galleria del teatro Ariston. Momenti di concitazione, si teme il peggio fino all’intervento decisivo di Pippo Baudo, recordman di conduzioni a Sanremo (13 volte tra il 1968 e il 2008), che riesce a non andare in panico, a non perdere la pazienza e a prendere subito in mano la situazione. Dopo le prime urla, il conduttore siciliano prova un dialogo, poi lo raggiunge. «Qual è il motivo?», gli chiede, «Sono disperato», risponde lui. Ed è a quel punto che Baudo gli fa una promessa: «Ti aiuterò, te lo prometto. Vieni qui, non ti faccio arrestare. Vieni con me, ti do la mia parola». Così, grazie alle sue parole e alla successiva arresa dell’uomo, tra abbracci e applausi, si chiuse una delle scene cult del Festival della Canzone italiana che ha tenuto col fiato sospeso circa 17 milioni di persone.

Solo una messinscena?

Nei giorni successivi in molti hanno insinuato che si fosse trattato di una messinscena scritta a tavolino per alzare l’audience. Tesi in parte sostenuta anche dall’uomo che tentò di buttarsi giù ma che è sempre stata negata dalla Rai e da Baudo stesso. Una cosa è certa: quelle immagini (e quel maglioncino) hanno fatto la storia di Sanremo e, anche a distanza di anni, resta impossibile dimenticarle. La quarantacinquesima edizione del Festival, tra l’altro, risulterà tra le più viste di sempre. In quell’anno vinse Giorgia con il brano “Come saprei” che si aggiudicò anche il Premio della Critica, Autori e Radio/Tv. Per la prima volta, infatti, si registrò una uniformità di giudizio delle giurie e della critica.

Che fa oggi Pino Pagano

Oggi Pino Pagano ha 64 anni, un polmone in meno a causa di un tumore, e di quella storia ha una sua versione dei fatti. «Feci una cazz*ta di cui mi sono pentito. Potessi tornare indietro non la farei più. Volevo diventare famoso, farmi conoscere, non è vero che fossi disoccupato», ha spiegato a Vanity Fair. Il Festival di Sanremo non lo guarda mai, vive con 280 euro di pensione e, grazie a quella comparsata, «ha fatto qualche soldino come ospite nei locali» oltre a «produrre un disco».

Era tutta una messinscena? «Ho contattato persone vicine a Pippo Baudo, non lui direttamente», spiega. Ma questi fatti non sono mai stati verificati. Un episodio che, al di là di tutto, conferma ancora una volta come, nel bene o nel male, Sanremo sia stato (ed è ancora) palcoscenico dei problemi (e dei drammi) del nostro Paese. Nel caso di Pino Pagano la questione era quella del lavoro: si parlava di un disoccupato, di un uomo disperato, senza più un’occupazione. Ma, a quanto pare, non era del tutto così.

Foto in copertina di Enzo Monaco

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