Il cammino del Coronavirus, in Italia, ha raggiunto nelle scorse tre settimane una fase di stallo. Nelle ultime 24 ore sono stati conteggiati 13.908 nuovi casi contro i 15.146 di ieri e i 12.956 del giorno prima. Il totale è di 2.697.296 contagiati dall’inizio della pandemia. Dai dati diffusi dal ministero della Salute e della Protezione Civile, le vittime nell’ultima giornata sono state 316 contro le 391 di ieri. La quota dei decessi, in quasi un anno di pandemia, si attesta a 93.045. Le curve dei ricoverati con sintomi e dei pazienti nelle terapie intensive «sono entrambe piatte», come spiega il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani. A preoccupare, però, è la curva dei nuovi ingressi in terapia intensiva che, invece, è in salita. Intanto, nell’ultima settimana, «la percentuale di nuovi casi positivi su nuovi casi testati ha raggiunto il 18%», dice il matematico.

Diversamente da quanto stabilito dal Governo, che ha colorato quasi tutto il Paese in giallo, «colore che ritengo pericolosissimo in questo periodo, servirebbe fare quello che sta facendo il resto d’Europa, agire con un’azione tempestiva per compensare una situazione preoccupante. E, allo stesso tempo, scampare alla diffusione su tutto il territorio delle nuove varianti che si propagano a una velocità maggiore». Per Sebastiani, «le autorità sanitarie non hanno ancora ben chiaro un concetto, e cioè che il virus va anticipato e non rincorso. Dobbiamo cambiare atteggiamento, perché gli errori che abbiamo commesso con la prima e la seconda ondata, sembra li stiamo commettendo anche ora».

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