«Il dato di oggi evidenzia stabilità, con un numero di casi ancora elevati che, intanto, ci dice che la terza ondata potrebbe non esserci e che siamo in una sorta di limbo. Il lockdown ha fatto ciò che poteva, ora bisogna stringere i denti e proseguire con le vaccinazioni senza opporci», ha spiegato a Open il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano. I dati di oggi parlano di 13.571 contagi da Coronavirus e 524 vittime con un tasso di positività che è salito al 4,9 per cento, in aumento rispetto a ieri. In calo ricoveri e terapie intensive.

I dubbi su Pfizer

All’istituto Galeazzi, dove Pregliasco lavora, sono stati costretti a «rallentare le vaccinazioni», a «rimandare quelle in programma» per garantire le seconde dosi a chi ha già ricevuto la prima. Il motivo? Il ritardo delle consegne dei vaccini da parte di Pfizer, «sperando che quello che dicono (ovvero che i ritardi siano dovuti ai lavori di ristrutturazione proprio per aumentare il ritmo di produzione del farmaco, ndr) sia vero e che non sia una scusa per dirottare vaccini da altre parti». E non manca neppure chi – persino tra il personale sanitario – non ha voluto vaccinarsi subito: «Qualcuno si è opposto. Avevano dubbi, tentennamenti, volevano aspettare. Ma siamo riusciti a convincerne buona parte», ci dice.

«Il Covid non sparirà a settembre»

Adesso l’obiettivo resta quello di concludere la campagna vaccinale, per tutti, entro settembre 2021 anche se sarà dura. «Sì, se seguiremo questo calendario vaccinale è ragionevole pensare al mese di settembre. Ma, attenzione, non si può pensare che a settembre 2021 il Covid sparisca. Avremo sicuramente un abbassamento dei casi più pesanti ma il virus ci terrà compagnia per qualche altro anno, 2022-2023». Infine, Pregliasco parlando delle restrizioni in atto dice: «Il lockdown sta diventando come una maratona in cui molti cedono».

Grafiche di Vincenzo Monaco