L’indice di trasmissibilità del Coronavirus, l’Rt, è sceso sotto la soglia di rischio di 1. Il dato è contenuto nel monitoraggio sulle Regioni, che sarà analizzato nella conferenza stampa (prevista alle 17) sull’andamento del contagio in Italia, presso la sede del ministero della Salute. A partecipare saranno il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e quello del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.

L’indice Rt scende sotto la soglia di allerta dopo cinque settimane in cui invece era aumentato. L’ultimo dato, quello di una settimana fa, lo vedeva assestarsi a 1,09, mentre oggi è di 0,97.

Le regioni e province che hanno questa settimana una classificazione di rischio alto sono 4: la settimana scorsa erano 11. Ci sono 11 aree a rischio moderato: 5 di loro sono a elevato alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane. E infine 6 regioni registrano un rischio basso. Sicilia e Puglia sono compatibili con uno scenario di tipo 2, con un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2.

La Lombardia

Secondo le anticipazioni, Toscana e Provincia di Trento avrebbero dati da zona gialla, mentre per Lombardia, Sicilia e Provincia di Bolzano, finite in zona rossa la scorsa settimana, le restrizioni più dure potrebbero essere confermate anche oggi.

Proprio sulla Lombardia non si placano le polemiche: la conferma della zona rossa – secondo quanto emerge da due diverse fonti qualificate citate dall’Ansa – viene dai dati che i tecnici della regione hanno inviato la scorsa settimana alla Cabina di Regia che nelle ultime ore la regione avrebbe rettificato. I dati della scorsa settimana, analizzati dall’Istituto superiore di Sanità, sono stati validati dalla stessa Regione.

Secondo il governatore lombardo Attilio Fontana la sua regione «deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita», tuona Fontana in queste ore su Facebook. «Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze».

Il ministro della Salute Roberto Speranza aveva chiesto un nuovo parere della «cabina di regia» in seguito all’annuncio di ricorso della scorsa settimana di palazzo Lombardia contro la zona rossa. Ieri in una nota la Regione aveva spiegato di aver inviato una serie di «dati aggiuntivi» per «ampliare e rafforzare i dati standard trasmessi nella settimana precedente», che racconterebbero invece di una Lombardia «arancione». Dati anticipati in una lettera dei giorni scorsi in cui il governatore sosteneva che la zona rossa non era stata «oggetto di una adeguata analisi preliminare»: «Tale provvedimento pur basandosi sul monitoraggio dei dati relativi alla settimana dal 4 al 10 gennaio 2021 prende in considerazione come riferimento un Rt-sintomi del 30 dicembre scorso, quindi di ben 17 giorni fa», si legge.

La bozza

Secondo quanto si legge nella bozza di monitoraggio Istituto
superiore di sanità-ministero della salute, quello che emerge questa settimana è una «diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente ad una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA».

Certo, bisogna per l’Iss non abbassare la guardia, mantenendo le misure di mitigazione a ogni livello, nazionale e regionale, perché resta possibile che nelle prossime settimane i casi aumentino. Già perché le differenze tra le varie del paese, anche importanti, restano, con regioni che presentano ancora un numero assoluto di ricoverati in area critica, insieme a un’alta incidenza dell’epidemia.

Le terapie intensive

In 12 Regioni/PPAA il tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche si assesta questa settimana al di sopra della soglia critica: un quadro invariato rispetto a sette giorni fa. Diminuito al di sotto della soglia critica del 30% è invece il tasso nazionale di occupazione in terapia intensiva.

In copertina ANSA/Mourad Balti Touati | Una dottoressa esegue il tampone rileva Covid su una ragazza all’Ospedale San Paolo a Milano, 1 settembre 2020.