Dopo che ieri il premier Giuseppe Conte ha rassegnato le dimissioni, ora il timone della crisi passa al Quirinale. Sono cominciate le consultazioni con il presidente della repubblica Sergio Mattarella, mentre fuori dal Colle i partiti cercano di mettere in piedi una strategia condivisa prima di doversi presentare davanti al Capo dello Stato. Ieri, il presidente del Consiglio, nel suo appello lanciato su Facebook, ha guardato a un governo di «salvezza nazionale» per risolvere la crisi aperta da Italia Viva. Con il ritiro delle sue ministre, e dell’appoggio al Senato, il premier è alla ricerca di almeno 12-15 responsabili per poter arrivare a un Conte ter.

Fico: «Al lavoro per il bene del Paese»

Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, è salito al Quirinale per l’avvio delle consultazioni con il presidente Mattarella.« Siamo tutti al lavoro per il bene del Paese», ha dichiarato Fico al termine del colloquio.

Ricevuta la presidente Casellati

Come da prassi, il primo a salire al Colle è stato il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati. Al termine del colloquio, la seconda carica dello Stato non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Di Maio: «Unico nome è quello di Conte»

«Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte». Così il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, è intervenuto al termine di una riunione. «Sanno benissimo – ha aggiunto – che sto lavorando al fianco con lui, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi». Di Maio ha inoltre confermato l’intenzione dei pentastellati di presentarsi davanti a Mattarella con un unico nome, quello di Giuseppe Conte.

Zingaretti: «Nessun veto su Iv, ma rimangono dubbi»

Nessun risentimento. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, al termine della riunione di partito, apre la strada a un governo di responsabilità nazionale con anche un rientro di Italia Viva. Sul partito di Matteo Renzi Zingaretti non mette alcun veto, ma continuano a rimanere «dubbi fondati per il futuro». Quello che verrà preso in considerazione nei futuri rapporti con Iv è «un aspetto politico», afferma Zingaretti, «perché verremo giudicati in merito alla sincerità e credibilità delle parole per definire il governo che decideremo insieme di sostenere».