«Il mio intervento intende rendervi partecipi degli argomenti in discussione nel Consiglio Europeo di questa settimana». È iniziato così l’intervento di Mario Draghi alla Camera dei deputati. Un punto, sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus e della campagna vaccinale, sul Pnrr appena approvato dalla Comissione Europea e sugli ultimi temi affrontati nei tavoli dell’Unione Europea. Ma non solo. Una delle dichiarazioni più attese è quella sul documento inviato per vie diplomatiche dallo Stato del Vaticano all’Italia, quella richiesta di correzione al Ddl Zan che ha aperto un terreno di scontro mai sondato prima.

Il rischio per le nuove varianti del Covid

La polemica sulla sede della finale degli Europei è stata solo un’anticipazione. Il presidente del Consiglio è preoccupato per le nuove varianti del Coronavirus che pvotrebbero mettere a rischio il piano per uscire dallo stato di emergenza e riprendere con tutte le normali attività, come successo nel Regno Unito.

«In questo quadro economico positivo, permangono alcuni rischi. Il primo è proprio la situazione epidemiologica. Sebbene in forte miglioramento, questa deve essere monitorata con attenzione. In particolare, dobbiamo tenere sotto controllo l’emergere e il diffondersi di nuove e pericolose varianti, che possono rallentare il programma di riaperture e frenare consumi e investimenti».

I migranti, e l’eterno ritorno degli sbarchi

L’inizio dell’estate, il clima favorevole, le acque più calme. Contando anche il virus in ritirata nelle prossime settimane rischiano di assistere a un ritorno dei flussi migratori verso l’Italia. Questo tema è destinato ad essere ragione di scontro nella grande coalizione guidata da Draghi, visti i precedenti. Su questo il Presidente del Consiglio ha chiesto la collaborazione dell’Unione Europea.

«Un altro tema che ci riguarda da vicino è quello della gestione dei flussi migratori, che torna ad essere in agenda al Consiglio Europeo su precisa richiesta dell’Italia. Come ho dichiarato in passato, il Governo vuole gestire l’immigrazione in modo equilibrato, efficace e umano. Ma questa gestione non può essere soltanto italiana. Deve essere davvero europea. Occorre un impegno comune che serva a contenere i flussi di immigrazione illegali; a organizzare l’immigrazione legale; e aiutare questi paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace».