È arrivato a metà mattinata alla Camera dopo aver lasciato la sua casa in Umbria l’ex presidente della Bce. Dopo aver accettato con riserva l’incarico affidatogli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Mario Draghi avvierà nelle prossime ore – attorno alle 17.15 – le consultazioni con le forze politiche per provare a formare un nuovo esecutivo. Intanto, questa mattina è arrivato a Palazzo Chigi Giuseppe Conte: «Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno», ha dichiarato il premier uscente. Al momento, Draghi può contare sul sicuro appoggio di Pd, Iv, Leu e Forza Italia, oltre a quello di forze minori, mentre la spaccatura nel M5S e nel centrodestra (con Fdi ferma sul voto o al massimo su un’astensione unitaria e la Lega in forse su un’apertura purché si voti a breve) ancora non consente di dire quale maggioranza e quanto allargata appoggerà il governo.

L’appoggio di Forza Italia è stato ribadito anche dal suo leader, Silvio Berlusconi: «La scelta del Presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l’incarico di formare il nuovo governo va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese». E mentre il M5S continua a rimanere spaccato, ci prova Luigi Di Maio a dettare la linea e a cambiare rotta. «Siamo la prima forza politica in Parlamento e il rispetto istituzionale viene prima di tutto», ha detto Di Maio in una nota. «Non avremmo mai voluto – aggiunge – che si arrivasse a questo, con una pandemia in corso e le enormi difficoltà del nostro comparto produttivo. Ma è proprio in queste precise circostanze che una forza politica si mostra matura agli occhi del Paese».

La riserva

La tornata di colloqui dovrebbe durare due giorni e, in caso di esito positivo, Draghi potrebbe salire già sabato 6 febbraio al Colle per sciogliere la sua riserva e accettare definitivamente l’incarico da presidente del Consiglio.

Il Giuramento

Dopo aver trovato l’accordo sulla lista dei ministri, allora si procederebbe al giuramento del governo con la consegna, da parte del premier uscente Giuseppe Conte, della campanella, suonata da tradizione per dare inizio al consiglio dei ministri. Il premier nominerebbe in quel frangente il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che svolge le funzioni di segretario del Consiglio dei ministri.

La fiducia

Già all’inizio della prossima settimana, Draghi potrebbe chiedere la fiducia in Parlamento. Un voto che, per il principio dell’alternanza, partirebbe dalla Camera, visto che il Governo Conte II era nato al Senato.

L’articolo Draghi parte con le Consultazioni, Di Maio apre: «Dobbiamo essere maturi». E anche il centrodestra verso l’appoggio – La diretta proviene da Open.