Le popstar, tra le voci di maggiore successo lanciate da “Amici”, si tolgono qualche sassolino dalla scarpa: “Ci diedero degli scureggioni del pop? Erano scuregge molto profumate”.

Eppure eccole ancora qui. Emma Marrone e Alessandra Amoroso, tra le voci di maggiore successo lanciate da “Amici” (la prima vinse il talent condotto da Maria De Filippi nel 2010, l’altra trionfò l’anno precedente, nel 2009), insieme per la prima volta in una canzone inedita. Si intitola “Pezzo di cuore”, uscirà questo venerdì, 15 gennaio, e porta la firma di Dario “Dardust” Faini e Davide Petrella, tra gli autori dei principali successi pop degli ultimi anni. È una ballata classica, che ricorda gli esordi tanto della voce di “Amami” quanto di quella di “Stupida”, seppur condita da venature più contemporanee.

Celebra un’amicizia decennale e le carriere di due interpreti che – piaccia o no – restano tra i principali protagonisti del pop italiano. Capaci di resistere pure, a differenza di tanti altri colleghi lanciati dalla tv negli anni d’oro di “Amici” e di “X Factor”, di resistere all’impatto della nuova scena, quella del circuito indie e rap, sul pop italiano: “Dove vedo molti platini, vedo poche arene, pochi concerti. Succedono cose strane – riflette Emma, 36 anni, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa – la verità è che io ho sempre pensato solo al mio percorso, senza giudicare quello degli altri. Di cose sul mio conto ne ho lette tante, ma ne ne sono fregata. Sono partita da un buco di paese ed eccomi ancora qui: ho la mia Arena di Verona piena, i palazzetti, vendo i miei biglietti, faccio le mie cose”.

Mandare a casa la cultura dei talent e tutto ciò che essa aveva generato, è stato sin da subito il motto che ha accomunato gli esponenti della new wave (“I vecchi scureggioni della pop music sono in difficoltà, sono confusi, in classifica per primi solo i rappusi”, rappa Salmo in “Stai zitto”, tra i pezzi del suo “Playlist”, uscito nel 2018). La Amoroso (34) non le manda a dire a chi in questi anni non ha mancato di lanciare critiche al pop:

“C’è spazio per tutti, nella musica italiana di oggi. Le chiacchiere stanno a zero. Poi contano i fatti. Io nel mio piccolo in questi dodici anni qualcosa l’ho portata a casa. Significa che queste scuregge erano molto profumate”.

E Emma aggiunge:

“La mia carriera, tra l’altro, parte da molto prima del talent. Ho iniziato negli ambienti underground veri, di chi andava a suonare sui palchi di festival come lo Sziget. Andavo in giro con la faccia dipinta di bianco: se facessi quella roba adesso forse risulterei anche figa. Il primo disco me lo produssi quasi da sola a 22 anni, alla Dracma Records, dove registravano anche i Linea 77”.