Allo stesso modo, l’EP di Andrea Agosta “The River” dedicato al pittore espressionista Mark Rothko e ripubblicato su tutte le piattaforme digitali da Isulafactory, suggerisce, all’ascolto, spazi aperti, distese rigogliose e assolate dove ricercare la propria intimità.

“Una spennellata blu a margine di una crosta rosso cremisi come quella che attraversa, solcandola, la copertina di questo suo disco che di meraviglia cromatica non ha solo l’abito ma pure l’anima che la percorre” (Reverendo Lys).

Cinque tracce con sonorità calde e avvolgenti come i colori che Mark Rothko utilizza nella maggior parte delle sue opere. Il rosso, il giallo caldo, l’arancio: tinte semplici, che portano a una risposta visiva immediata, precise, alla ricerca di sentimenti profondi e allo stesso tempo basilari.

Elementi di natura prettamente noise danno, in contrasto al suono caldo della chitarra di Agosta, la sensazione di uno scavo più profondo dell’io, presagi oscuri, dualità tra vita e morte, richiamando colori freddi contrapposti alle tinte calde, stessa tecnica utilizzata dal pittore”. (Rockit)

Una divisione marcata di colori caldi e freddi che rappresenta le delimitazioni delle parti dell’animo: un calore esterno pronto alla fioritura e una tenebra interna che, non dobbiamo tanto distruggere, quanto, utilizzare come risorsa “organicamente” complementare.

Ascolta un brano:

“Modern love” da “The river” di Andrea Agosta