Kane, Maguire, Rashford, Sancho e Saka, i cinque calciatori inglesi scelti per i rigori decisivi nella finale di Euro 2020 contro l’Italia di Roberto Mancini, non sarebbero stati scelti da Mr Southgate. L’allenatore, subito dopo la sconfitta contro gli Azzurri, e davanti alle polemiche per le “anomale” scelte di inserire Rashford e Sanchez solo negli ultimi minuti del secondo supplementare e di far tirare un rigore decisivo al giovanissimo Saka, si è assunto la responsabilità di aver scelto in prima persona gli atleti che avrebbero tirato i calci dal dischetto. «Ho scelti io i ragazzi – ha ripetuto il ct inglese nella conferenza stampa dopo il match -. È stata una mia responsabilità affidare a Saka quel rigore: non è colpa sua, né di Marcus Rushford, né di Jadon Sancho. Nelle fasi di preparazione e di allenamento abbiamo lavorato per capire quale sarebbe potuta essere la strategia vincente, e questo è stato l’ordine migliore a cui siamo arrivati».

La scelta dei rigoristi inglesi con l’uso dei big data

Ma come si sarebbe arrivati, dunque, a queste spiazzanti scelte? A scegliere i rigoristi, secondo l’indiscrezione riportata dal quotidiano spagnolo El Pais (che menziona a sua volta fonti della federcalcio inglese), sarebbe stata l’intelligenza artificiale e il ricorso ai big data. Come evidenziato dal quotidiano spagnolo, «dei 30 calciatori che hanno tirato un rigore a questi Europei, solo Saka e Sancho hanno meno di 22 anni. Inoltre, Saka non ne aveva mai tirato uno in tutta la sua carriera». «La risposta di Southgate ai dirigenti, allarmati per la decisione, è stata senza precedenti quanto moderna – si legge ancora -. La scelta del quintetto è stata il prodotto di anni di elaborate analisi dei dati da parte degli scienziati del dipartimento più finanziato di tutte le federazioni calcistiche del mondo. Gli esperti, inglobati nella struttura della federazione sotto la direzione del direttore esecutivo Mark Bullingham, hanno seguito un metodo basato su modelli matematici popolarmente conosciuti come big data, provenienti dal baseball, il più lineare dei giochi di squadra».

Il ricorso all’Ai non sarebbe una novità per il ct inglese

E Mr. Southgate non sarebbe nuovo all’uso dell’intelligenza artificiale da impiegare nelle scelte calcistiche. Già nel 2018, durante i mondiali di calcio in Russia, il ct inglese decise di affidarsi ai dati raccolti ed elaborati attraverso Google Cloud, per decidere l’ordine dei rigoristi nel match contro la Colombia. In quel caso funzionò, e Southgate spiegò che per arrivare pronti ai match del mondiale, vennero «analizzati migliaia di tiri, cambiando approccio tecnico-culturale». «Storicamente – diceva Southgate – la federazione inglese viene vista come un gruppo di vecchi in giacca e cravatta, scollegati dal resto della società. Ci siamo dovuti modernizzare». Ma, come evidenziato da El Pais, la novità non starebbe tanto «nel fallimento di stelle e capitani» nei tiri non andati a segno, bensì nella scelta «di giovani con poca o nessuna esperienza selezionati tramite un algoritmo di Google».

Foto in copertina: EPA/Andy Rain