Secondo il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in audizione sullo scostamento di bilancio davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato («l’ultimo che chiediamo al Parlamento di autorizzare» per contrastare la pandemia del Coronavirus), «non c’è dubbio che bisogna prolungare» la Cig Covid. Sul fronte dei licenziamenti «occorre introdurre una selettività rispetto alla necessità, magari per alcuni settori più fragili e colpiti, di valutare la possibilità di prolungare ulteriormente il blocco e tornare invece alla normalità per i settori che sono meno impattati dalla pandemia».

Si tratta di misure che, nell’ultimo anno, hanno da una parte sostenuto i lavoratori, costretti a stare a casa per la chiusura delle attività commerciali in cui prestavano servizio, dall’altra hanno evitato migliaia di licenziamenti. Tutti interventi di sostegno che, tuttavia, devono essere «temporanei e limitati, non devono appesantire in modo permanente la finanza pubblica perché non sarebbe sostenibile».

Nei prossimi ristori anche «i professionisti» e gli impianti sciistici

Grazie allo scostamento, quindi, «proseguiremo e completeremo gli interventi di sostegno già approvati e riconosciuti finora ai settori più colpiti dalla pandemia, che riteniamo debbano proseguire per tutto il tempo necessario». Si andrà dalla proroga della Cig «per le imprese in difficoltà» alle risorse per trasporti e sanità fino alla «rimodulazione dell’attività della riscossione» delle cartelle.

Lo scorso anno – precisa – sono state varate misure pari a circa il 6,6 per cento del Pil, 108 miliardi, a cui si aggiungono 300 miliardi di crediti oggetto di moratoria e 150 miliardi di prestiti garantiti: «Si tratta di uno degli interventi più rilevanti d’Europa paragonabile solo a quello messo in campo dalla Germania». Il settore delle imprese ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi, al lavoro e al sociale sono andati circa 35 miliardi.

Con il prossimo decreto Ristori, infine, ci sarà «anche un intervento sulla Naspi, parte del pacchetto lavoro» e il finanziamento «di un miliardo e mezzo» per la decontribuzione degli autonomi. Si tratta di «un impegno che il governo ha preso». Nei prossimi ristori saranno coinvolti anche «i professionisti» e coloro che lavorano negli impianti sciistici, da tempo chiusi causa Covid e, dunque, al collasso.

Foto in copertina: ANSA/PALAZZO CHIGI/ FILIPPO ATTILI