Ci sono 25 casi di variante Delta del Coronavirusin un focolaio che si è sviluppato tra Piacenza, Cremona e Lodi. Ma nessuno dei contagiati si era vaccinato. I positivi sono lavoratori di due aziende della logistica nel piacentino e i loro familiari. E per ora soltanto uno è finito in ospedale ma non in terapia intensiva. Mentre l’Ausl piacentina ha tracciato, testato e sequenziato il virus prima che potesse espandersi. Arrivando anche a testare i passeggeri di un bus che era stato preso nei giorni precedenti da uno dei contagiati.

Il focolaio di variante Delta a Piacenza

Dei 25 contagiati, 19 sono residenti a Piacenza, 4 a Cremona e 2 a Lodi. La mappa del contagio si è quindi estesa a diverse città tra Emilia-Romagna e Lombardia. L’Ausl di Piacenza ha lanciato appelli nei giorni scorsi chiedendo ai pendolari della linea di bus Piacenza-Cremona e Piacenza-Caorso di sottoporsi a tampone. Alla fine sono stati eseguiti mille test e cento persone sono state messe in quarantena precauzionale. La caccia non è finita, visto che si stanno cercando altri contatti stretti dei contagiati. Ma Marco Delledonne, responsabile del dipartimento di Sanità Pubblica di Piacenza, si dice soddisfatto delle indagini: «Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati – spiega al Quotidiano Nazionale –. Negli ultimi giorni i tamponi non evidenziano comunque alcun nuovo positivo e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie a un’azione tempestiva». Il contact tracing è partito il 15 giugno. Poi l’appello ai passeggeri degli autobus, perché uno dei positivi si è servito dei mezzi pubblici per alcuni dei suoi spostamenti. Con le indagini sono emersi altri tre positivi, anch’essi passeggeri dei mezzi pubblici. Ieri in Emilia si sono registrati altri tre casi di variante indiana: uno a Modena e due a Bologna.