El Paìs, La Nacion, La Vanguardia, e ancora blog e siti internazionali continuano a ricordare la regina della televisione italiana Raffaella Carrà, morta oggi, 5 luglio, all’età di 78 anni. Spagna, Argentina, Messico, Venezuela, i Paesi che insieme all’Italia hanno accolto il talento della indimenticata showgirl, ora piangono la sua memoria e ricordano i momenti più belli di una carriera arrivata oltre confine. «Ha mantenuto la sua tipica naturalezza, capace di cavalcare come nessun artista il difficile ponte dello spettacolo tra Spagna e Italia» scrive El Pais. «Era un’icona gay molto prima che arrivasse Madonna» ricorda La Vanguardia catalana, «in Spagna, oltre alle sue famose canzoni come Explode me, exploit me, esplodi? Fiesta , è ricordata per i programmi Hola Raffaella su TVE e A casa con Raffaella su Tele 5. Forse la più grande diva d’Italia, nel 2016 ha annunciato tra le lacrime di volersi ritirare dalla televisione per passare il testimone alle nuove generazioni». «Tristezza», titola il giornale argentino La Nacion, ricordando e celebrando la diva italiana come simbolo di emancipazione femminile. «La fiducia in se stessa che diffondeva, non compresa da alcuni e censurata da altri, era la sua arma strategica di ribellione».