Nuova interruzione dei lavori al Consiglio regionale della Lombardia. Sono volati ancora fischi e grida di contestazione contro la giunta guidata da Attilio Fontana, messo alla sbarra per provare la sua innocenza sulla vicenda della zona rossa in cui la Lombardia è finita per una settimana per errore, a causa di calcoli sbagliati sul contagio da Coronavirus in Regione. Cinque consiglieri di minoranza (Pietro Bussolati del Partito democratico, Dario Violi, Simone Verni, Nicola Di Marco e Massimo De Rosa del Movimento 5 Stelle,) sono stati censurati ed espulsi dal presidente Alessandro Fermi. Le opposizioni, tranne la consigliera di Italia viva Patrizia Baffi, hanno abbandonato l’Aula del Pirellone.

Secondo il ministero della Salute, l’errore nella trasmissione dei dati è stato commesso dalla Regione Lombardia, che però respinge le accuse al mittente. «Cercherò di mantenere la mia consueta pacatezza anche dovrò fare molto fatica, perché credo che la misura alla quale questo Consiglio regionale è giunto sia colma», ha detto Fontana all’inizio della seduta. Al termine dell’intervento è esplosa la bagarre, durante la quale Bussolati gli ha regalato sarcasticamente un pallottoliere.

Il consigliere Michele Usuelli di +Europa si è inginocchiato davanti al presidente Fontana, chiedendo che i dati disaggregati sulla pandemia siano resi pubblici. «Dato che non so più come chiederlo, ve lo chiedo in ginocchio», ha detto. Di lì la reazione dei consiglieri di Movimento 5 Stelle e Pd, che hanno esposto dei cartelli (“Verità per i lombardi“, “Basta bugie“, “Ora basta“, “La zona rossa è colpa vostra“). In coro hanno chiesto le dimissioni della giunta. Il presidente del Consiglio regionale ha sospeso la seduta ed espulso Usuelli che è poi stato accompagnato fuori dagli agenti della Digos.

La relazione di Fontana

L’incontro ufficiale con le minoranze è arrivato dopo lo scontro tra Regione e Governo sul ricalcolo dell’indice Rt. «La mancanza di rispetto nei confronti dei Lombardia e dei lombardi è andata oltre il consentito», ha aggiunto Fontana. Un coro di «buu» si è levato dal fondo dell’aula quando il governatore della Lombardia ha assicurato che la «Regione è disponibile, come sempre, alla collaborazione istituzionale e ad un confronto tecnico per definire nuovi parametri, ma non accetto che la Lombardia venga calunniata con mistificazioni della realtà. È una vergogna quello che sta succedendo e lo dico non per me o per la mia giunta, ma per i lombardi che sono stufi di essere umiliati».

Fontana ha poi aggiunto: «La mancata registrazione dei guariti è una falsa notizia, come si evince dai flussi pubblici, come quello della Protezione Civile che registra quotidianamente casi, guariti e decessi». E ancora: «I flussi di Regione sono sempre stati inviati correttamente, come validato sempre dall’Iss ogni settimana. I nostri dati sono sempre stati coerenti con i flussi provenienti dai sistemi informativi delle ATS, mantenendo anche le eventuali incompletezze senza interventi forzati da parte di Regione. I nostri tecnici non hanno mai inserito in modo artificioso dati: a noi interessa una valorizzazione realistica della pandemia, non forzare una lettura semplificatrice».

Il ricorso al Tar

Infine, per il governatore, il ricorso al Tar del Lazio di Regione Lombardia, «contrariamente a quanto sostenuto da qualche organo di stampa, prosegue nel merito e verrà implementato questa settimana con l’impugnazione dei verbali della Cabina di Regia e del Cts, nonché della parte dell’ordinanza del Ministero che fa riferimento ai quei verbali».