L’album, attraversando i territori del rock progressivo, rappresenta un omaggio a San Nicola, Santo Patrono della Città di Bari, un tributo alla Festa patronale del capoluogo pugliese e di come questa venga vissuta ogni anno dai baresi e dai pellegrini. Un viaggio musicale nella tradizione religiosa e culturale nonché nel profondo senso di devozione che unisce i cittadini fedeli al Santo e alla sua Storia.

Hora-PrimaGli Hora Prima nascono nel 2015 da un’idea di Francesco Bux (batteria e voce) e di Domenico De Zio (chitarra). A loro, in questo viaggio musicale, nel corso degli anni si sono aggiunti Gianluca De bene (chitarra), Roberto Gomes (tastiere e voce) e Valeria Tritto (basso), completando l’attuale formazione Per questo lavoro la band si è avvalsa del contributo del paroliere barese Giovanni Boccuzzi, autore dei testi dei brani.

Il disco si apre con “1087” (anno in cui le spoglie del Santo arrivarono a Bari) un prologo strumentale orchestrato nello stile di una colonna sonora qui posto ad introdurre la tematica del viaggio e dell’avventura dei marinai e ad aprire la strada alla narrazione. “Il folle miraggio”, ricorda le gesta dei 62 intrepidi marinai che, ispirati dal desiderio di dare a Bari un santo patrono, hanno spiegato le vele per poi partire verso l’Oriente e trafugare le ossa del Santo. “Le mie figlie” è il racconto di uno dei miracoli più rappresentativi di San Nicola: il prodigio della dote alle tre fanciulle, condannate alla prostituzione per la loro povertà e impossibilità a sposarsi. L’episodio della canzone, talmente emblematico da venire riportato in tutta l’iconografia del Santo e attraverso la rappresentazione dalle tre palle dorate, è narrato in prima persona dal padre delle tre ragazze. La quarta traccia, “La locanda nella notte”, racconta della incredibile storia, risuonata negli echi della leggenda, che riguarda la resurrezione di tre bambini, uccisi da un oste e serviti come carne proprio a Nicola quando questi cercò ristoro in una locanda.”La nostra festa” si pone come dedica ai baresi, ai pellegrini e ai forestieri, che puntualmente ogni anno a maggio rendono omaggio, attraverso la loro devozione e agli eventi della festività, ad un uomo divenuto santo ed innalzato a simbolo di una città. Infine, “U Sand Néste”, è un brano in vernacolo barese che, prendendo spunto dalle ballate e dalle canzoni popolari dedicate al Santo, omaggia la veracità del capoluogo pugliese fautrice della molteplicità di “colori” e dell’impronta folkloristica della festa.
Il video proposto rappresenta un medley del concept da cui sono stati estrapolati i punti salienti dei brani, in ordine, “U Sand Néste”, “La Nostra Festa” e “Le mie Figlie”. Il tutto accompagnato da immagini e scene della nostra città, catturata nella sua bellezza e poeticità, alternate ai volti dei membri della band.

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