boschi dell’Oasi Zegna, nel biellese, hanno bisogno di nuove piante più adatte a reggere al cambiamento climatico in atto. Regala anche tu un albero.

C’è un posto in Piemonte che se non ci sei mai stato, fatichi a immaginarlo. Si raggiunge velocemente dalla pianura, giusto un po’ di tornantoni per arrampicarsi in cima, poi il panorama ti lascia a bocca aperta, con l’occhio libero di spaziare dal Monviso alle Alpi liguri e un maestoso mantello verde adagiato tutto intorno.  LOasi Zegna è un’area naturale ad accesso libero nel biellese e abbraccia per circa 100 Km2 lo spazio compreso tra la Valle Cervo e Trivero, dove ancora oggi è attivo il lanificio fondato da Ermenegildo Zegna, l’imprenditore filantropo che intorno agli anni ’30 del secolo scorso aveva avviato un processo di valorizzazione ambientale a dir poco visionario, considerati i tempi.

L’amore per la natura e la convinzione che fosse suo compito offrire ai dipendenti la possibilità di svagarsi ed entrare in contatto profondo con il territorio, lo spingono a piantumare la zona altrimenti brulla, ponendo le basi per quanto oggi i suoi discendenti portano avanti con dedizione. La scelta allora era caduta su conifere, ortensie e rododendri per un totale di circa mezzo milione di alberi che l’imprenditore di certo pensava come un lascito alle future generazioni. Non poteva, però, immaginare la brutta piega nel frattempo presa dal mondo e gli scombussolamenti climatici per cui quelle stesse piante avrebbero fatto fatica ad andare avanti.
L’innalzamento della temperatura, con conseguenti alterazioni del ritmo stagionale, ha favorito il diffondersi di agenti patogeni che hanno influito negativamente sulla biodiversità, attaccando in particolar modo i pini.

Fondazione Zegna, l’ente voluto dalla famiglia Zegna per promuovere i valori del fondatore Ermenegildo, nel febbraio scorso ha dato il via a un processo su scala decennale. Come primo step, sedici ettari dell’Oasi, dove si erano annidate le maggiori criticità, sono stati sottoposti a esbosco e pulizia, mentre ora è cominciata la messa a dimora di 3.600 nuove piante, selezionate insieme a esperti del territorio tra cui l’architetto e paesaggista Paolo Pejrone, per adattarsi meglio alle condizioni attuali. Un impegno articolato nel tempo (il numero di esemplari si riferisce alla prima tranche di lavori del 2020), ma che viene annunciato in occasione del 21 novembre, Giornata nazionale degli alberi, istituita dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con l’intento di celebrare la fondamentale rilevanza dei boschi e del loro habitat per l’umanità.
«Nostro nonno, era un uomo lungimirante e un imprenditore illuminato. Si impegnò  grazie all’espansione della  sua impresa, allo sviluppo sociale degli abitanti  e all’ambiente circostante», racconta Anna Zegna, presidente della Fondazione Zegna, «e la nostra famiglia sente profondamente questa eredità. Con grande senso di responsabilità,  impegno e passione,  il progetto Zegna Forest nasce oggi e continuerà nel tempo».
L’impegno però è alla portata di tutti perché attraverso la piattaforma zegnaforest.fondazionezegna.org è possibile regalare un albero o fare una donazione, sostenendo in prima persona l’ambiente e accorciando i tempi di completamento del progetto a sei anni, anziché dieci, se le adesioni saranno consistenti.

«Mi piace pensare che piantare alberi sia un gesto che coinvolge tutti coloro che hanno a cuore la nostra Terra e il nostro futuro», aggiunge Anna Zegna, sottolineando che ogni momento dei lavori potrà essere seguito dal vivo sul territorio, quando le restrizioni dovute alla pandemia in corso saranno allentate, oppure sul sito Zegna Forest.
Con 110 euro viene piantato un albero, un costo che comprende le operazioni di pulizia e di preparazione del terreno, la piantumazione e la cura. È però possibile contribuire anche con delle cifre più contenute, comunque utilissime per far crescere alberi sani e forti. Così quando il lockdown finirà e saremo di nuovo liberi di muoverci, sarà bello sapere che uno degli alberi sotto cui si passeggia tranquilli è lì anche grazie a noi.