Un feto recapitato per posta all’europarlamentare Pina Picierno. È quanto accaduto questa mattina – 18 giugno – «come molte altre mattine», stando a quanto riferisce. Questa volta si tratterebbe di un “regalo” del gruppo fondamentalista pro-life, con base a Lipsia, in Germania, “Kaleb“. «In passato altre sigle si sono alternate in questa pratica oscena e violenta intrisa di colpevolizzazione e strumentalizzazione di una decisione come l’aborto, che è una decisione privata che riguarda le donne», racconta l’esponente casertana del Partito democratico, in un post pubblicato su Facebook. L’immagine che accompagna il messaggio mostra proprio il feto di plastica arrivato per corrispondenza, un gesto che Picierno definisce senza mezzi termini «uno schiaffo in faccia a tutte le donne che un figlio lo hanno perso o che non possono averlo». Picierno ha proseguito spiegando che quella in atto – nei suoi confronti, ma non solo – è «una violenza ricattatoria che non possiamo più accettare, sale sulle ferite che non siamo più disposte a farci mettere». Poi conclude: «Se “Kaleb” e gli altri fondamentalisti pensano di farmi e farci arretrare nelle lotte per i diritti sbagliano. Questa pratica oscena di dissuasione è solo l’ultima offesa che useremo come legna da ardere per fare luce sul loro oscurantismo patriarcale».