È stato trasmesso al Parlamento il testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) del governo Draghi. Il documento di 337 pagine, che include progetti e riforme da realizzare entro il 2026, attinge risorse dal programma Next Generation Ee (Ngeu), un pacchetto di 750 miliardi di euro finanziato dall’Unione europea. Nello specifico il piano italiano prevede investimenti per la cifra di 191,5 miliardi – una parte in prestiti e un’altra a fondo perduto – erogati attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza del Ngeu. Ulteriori 30,6 miliardi, per un totale di investimenti di 222,1 miliardi di euro, saranno ricavati da un fondo complementare istituito grazie a uno scostamento di bilancio pluriennale approvato il 15 aprile dal Consiglio dei ministri.

Le quattro riforme principali contenute nel Pnrr riguardano la pubblica amministrazione, la giustizia, la semplificazione normativa e la concorrenza. L’obiettivo degli interventi, spiegano da Palazzo Chigi, è quello di «riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale». Nell’idea dell’esecutivo saranno le donne, i giovani e i cittadini del Mezzogiorno a trarre maggiori benefici dai progetti contenuti nel Pnrr.