Dopo la recente virata moderata sull’immigrazione, è bastata una frase a far vacillare la “svolta europeista” di Matteo Salvini. A rimescolare le carte, aumentando quel velo di pregresso scetticismo sull’improvvisa apertura del leader del Carroccio, sono arrivate le parole dello stesso Salvini, ospite a L’Aria che tira: «L’euro irreversibile? Di irreversibile c’è solo la morte».

Questa posizione, fa intendere il leader leghista, non dovrebbe andare a minare il nuovo governo, dove invece devono «prevalere i punti di unione, non quelli di disunione», mentre anche a livello personale «oggi mi tengo per me le mie simpatie e le mie antipatie». Ma l’uscita sull’euro non è passata inosservata, tant’è che il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, su Twitter ha tenuto il punto: «L’euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo».

Un botta e risposta che arriva dopo l’incontro avvenuto ieri tra il segretario Pd e il leader leghista. Ufficialmente, secondo quanto riferito da Salvini dopo l’incontro, si è parlato di «lavoro», anche in luce del fatto che il dicastero in questione è attualmente guidato dal vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. Salvini, in tal senso, ha sottolineato come sia essenziale dare «un aiuto vero alle imprese tagliando il costo del lavoro, dei contributi permettendo alle aziende di licenziare il meno possibile o altrimenti andiamo incontro al disastro e prevenire è meglio che curare».  «Certo – ha aggiunto Salvini – se mi avessero detto qualche settimana fa che avrei incontrato Zingaretti mi sarei messo a ridere, ma ora penso sia giusto mettere da parte le divisioni».

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