Sono state sospese le ricerche del corpo di Saman Abbas nell’area dell’azienda agricola di Novellara in provincia di Reggio Emilia dove viveva la sua famiglia. Proseguono invece le indagini dei carabinieri per catturare i familiari latitanti. Ieri il tribunale del riesame di Bologna ha invece rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Ikram Ijaz, unico arrestato per il presunto omicidio della ragazza. Ijaz si è sempre dichiarato estraneo alla scomparsa della cugina e si è fatto interrogare dai pubblici ministeri la scorsa settimana. Le sue spiegazioni non hanno convinto gli investigatori.

Sospese le ricerche del corpo di Saman Abbas

A carico di Ijaz c’è il video che lo ritrae mentre esce dal casolare dove viveva la famiglia di Saman con alcuni attrezzi da lavoro, tra cui una pala. Secondo le ipotesi degli inquirenti l’uomo stava andando a scavare una buca in cui seppellire la giovane, che sarebbe stata assassinata dallo zio il giorno prima. In più di due mesi nelle ricerche della giovane sono stati impiegati 500 carabinieri, varie unità cinofile, vigili del fuoco con natanti, polizia provinciale. Sono stati inoltre utilizzati geo scanner in hd, elettromagnetometri, droni, analisi delle informazioni satellitari e delle telecamere. Nei giorni scorsi il ministero della giustizia ha disposto l’inserimento del padre e della madre della ragazza nella banca dati Interpol, cosa che equivale ad una richiesta di arresto provvisorio, ovunque siano localizzati. Una volta individuati o arrestati dalle autorità di polizia locali, via Arenula potrà inoltrare la domanda di estradizione. I magistrati sentiranno anche il fidanzato dopo le dichiarazioni in alcune trasmissioni televisive in cui il ragazzo ha sostenuto che Saman è ancora viva.