«Credo sia un Sanremo frizzante e sarà certamente una bella sfida». Questa, per Francesco Renga, è la nona volta in gara al Festival, la dodicesima in totale (le altre come ospite e superospite). 30 anni dopo la “prima volta” – era il 1991 e con i Timoria aveva portato a casa il Premio della critica tra le Nuove Proposte con L’uomo che ride – Renga torna ancora una volta tra i big di Sanremo e porta sul palco dell’Ariston la sua Quando trovo te. «Ogni Sanremo ha fotografato un preciso momento della mia carriera artistica ma soprattutto della mia crescita esistenziale», dice.

«Devo ammetterlo, un velo di tristezza c’era», racconta il cantautore a Open pensando all’esibizione di quest’anno, senza pubblico a causa delle restrizioni anti Covid. Strano, «anche se l’Ariston per me è sempre stato un palco anomalo, che non ho mai pensato come un concerto – Sanremo cominciava da lì per andare fuori, attraverso l’etere con la tv», dice Renga. Che apprezza lo spostamento dell’orchestra in avanti: «Ti dà l’idea di avere davanti persone vive, degli orchestrali che finalmente ricominciano a lavorare». La vera novità, «persino per me che sono alla mia nona partecipazione, non è tanto stare blindati negli hotel, protocollati e tamponati. Arriva quando ti vengono a prendere la sera per andare a esibirti. Per strada non c’è nessuno, solo due volanti della polizia».

Grafiche di Vincenzo Monaco

L’articolo Sanremo 2021, Francesco Renga: «La felicità è nelle piccole cose e nei ricordi ritrovati durante il lockdown» – La videointervista proviene da Open.