«Si conclude oggi il mio mandato esplorativo. Allo stato attuale ci sono distanze tali per cui non ho registrato la disponibilità di dare vita a una maggioranza di governo». Così il presidente della Camera Roberto Fico, al termine del colloquio con il Capo dello Stato Sergio Mattarella dopo il giro di consultazioni tra le forze del perimetro della maggioranza di Governo per valutare se fosse possibile, de facto, superare le discrepanze interne e andare oltre l’impasse politico innescatosi con la crisi di governo.

Il Presidente della Camera Roberto Fico è arrivato al Quirinale alle 20.22. E 5 minuti più tardi al massimo sedeva davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella per dirgli che anche le ultime trattative per far nascere un governo con la maggioranza del Conte II sono naufragate. Prima di salire al Quirinale, stando a quanto si apprende, Fico ha sentito per telefono tutti i leader della maggioranza

Nessuna convergenza tra le forze di maggioranza: né sui temi, né sui nomi e il tavolo – quello ufficiale che si tiene a Montecitorio – è stato prolungato di qualche ora. I lavori procedono a rilento: fonti di Italia viva spiegano che ci sono attriti «praticamente su tutto». Il presidente della Camera – atteso al Quirinale alle 20.30 – avrebbe sentito al telefono il leader di Italia viva Matteo Renzi per riferire sull’esito del suo mandato esplorativo. Fico dovrebbe sentire anche tutti gli altri leader della maggioranza. Dal Movimento 5 stelle, alcuni deputati raccontano che le questioni dirimenti rimangono la giustizia, il Mes e le grandi opere. Il vero fulcro della trattativa, però, resta l’incarico a Giuseppe Conte per Palazzo Chigi.

Questa, appunto, è una partita che si gioca al tavolo parallelo, fatto di chiamate incrociate tra i vari leader di partito. Mentre la trattativa sui nomi è imbastita tra i telefoni di Zingaretti, Renzi Franceschini, Rosato, Crimi e Di Maio, – come anticipato da Open – da Montecitorio fanno sapere che Roberto Fico non salirà al Colle prima delle 18. Se si troverà un accordo last minute sui macrotemi, Sergio Mattarella potrebbe dargli altre 24 ore per ulteriori verifiche oppure consegnare direttamente il pre-incarico a Conte.

Se la situazione, alla fine della giornata, sarà così compromessa, la “palla” tornerà in mano al presidente della Repubblica. Allora potrebbe succedere di tutto: dal secondo giro di consultazioni non è escluso che venga fuori anche un altro nome in sostituzione di Conte a Palazzo Chigi. «Se Mattarella opta per un secondo giro, significa che andrà oltre Conte», chiosa un parlamentare della maggioranza.

L’unica possibilità per la nascita di un Conte ter – fanno sapere i renziani – è dare un segnale di forte discontinuità rispetto al precedente governo. Oppure, ed è la preoccupazione che arriva dalla direzione del Pd, il gioco di Renzi al rialzo potrebbe essere un modo per far buttare fuori dalla trattativa Giuseppe Conte. Infine, senatori vicini al presidente del Consiglio dimissionario, spiegano che uno dei motivi di stallo è dato dall’incursione di Conte nella trattativa: l’avvocato non accetterebbe di essere residuale nella scelta della nuova squadra di governo.

Scritto con Giulia Marrazzo