Aifa ha dato il via libera. L’Agenzia del Farmaco Italiana ha dato l’ok al vaccino di AstraZeneca per tutte le fasce di età. Ci sono però delle raccomandazioni. La più importante è che si consiglia di usare il vaccino per pazienti che hanno meno di 55 anni. Al contrario di quanto deciso da Ema, che solo poche ore fa aveva autorizzato il vaccino di Oxford per tutti si soggetti dai 18 anni in su senza raccomandazioni, la linea seguita da Aifa è quella di fare attenzione alla scarsità di dati disponibili sugli over 55. L’invito alla somministrazione per fascia d’età, scongiurata dall’ente regolatore europeo, viene invece preferita dall’ente regolatore italiano, così come accaduto anche in Germania, dove il governo tedesco ha invitato a distribuire il farmaco anti Covid solo ai soggetti dai 18 ai 65 anni. Il vaccino di AstraZeneca dovrebbe cominciare ad arrivare in Italia dall’8 di febbraio: sono previste 430mila dosi la prima settimana e 660mila la seconda.

La (rin)corsa al vaccino dell’Italia

Dopo i ritardi, la rincorsa. L’Italia prova ad accelerare sul fronte delle vaccinazioni anti-Coronavirus. Stando agli ultimi dati sono 482.838 le persone vaccinate in Italia fino ad oggi (oltre 1 milione le dosi somministrate) ma stando a quanto ha dichiarato dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, durante il vertice con i presidenti delle Regioni sulla rimodulazione del piano vaccinale, nel mese di febbraio dovrebbero arrivare altre 4 milioni di vaccini che si sommano ai 2 milioni già arrivati. Tra queste ci dovrebbero essere anche le dosi del vaccino di AstraZeneca, la cui approvazione da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) apre, secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, «una fase espansiva della vaccinazione e serve tutto il personale che abbiamo selezionato».

I dubbi sul vaccino di AstraZeneca, approvato ieri dall’Ema

Come scriveva ieri Open, con l’approvazione del vaccino della società anglo-svedese per persone in ogni fascia d’età nonostante i dubbi ancora irrisolti rispetto alla sua efficacia per gli over-65, il Governo italiano si trova davanti a un dilemma: utilizzare il vaccino per tutti o soltanto per la popolazione più giovane, come farà la Germania? Se ieri Speranza aveva accolto la notizia dell’approvazione del vaccino con entusiasmo, definendola «una notizia incoraggiante», oggi nell’incontro con le Regioni è stato più cauto. «Dobbiamo stare molto attenti a quello che ci dirà Aifa [Agenzia italiana del farmaco ndr] – ha dichiarato il ministro – anche in altri Paesi europei le agenzie nazionali hanno dato indicazioni abbastanza stringenti, come la Germania che ha autorizzato l’utilizzo del vaccino fino a 65 anni. Noi aspettiamo la nostra autorità nazionale».

Ritardi e obiettivi

Ad ogni modo, il numero di dosi disponibili dovrebbe aumentare a breve, come ha ribadito nell’incontro con le Regioni Boccia. L’americana Moderna dovrebbe riuscire a recuperare in parte il suo ritardo – annunciato nei giorni scorsi – entro il mese di marzo. Secondo il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri «la consegna dei vaccini Moderna alle regioni arriverà l’1 febbraio» e la riduzione del 20% riguarderà le consegne dell’8 e del 22 febbraio. Nel frattempo, i vaccini approvati dall’Ema potrebbero presto aumentare, a partire dal farmaco della Johnson&Johnson, il primo ad essere a dose unica. Le Regioni sembrano apprezzare, anche se nel corso del vertice avrebbero chiesto ai ministri e al commissario Arcuri di approfondire l’utilizzo dei monoclonali e la produzione dei vaccini in Italia ma anche di aumentare le risorse coinvolte nella somministrazione delle dosi, dai medici di base agli specializzandi.