Sembrano essere lontani i tempi in cui, in pieno lockdown, la stragrande maggioranza delle attività economiche erano state chiuse. Adesso, in base all’ultimo Dpcm del governo Conte, anche nelle zone rosse sono diverse le aperture consentite, ovviamente con rigidi protocolli di sicurezza per il contenimento della pandemia del Coronavirus. Restano chiusi, invece, i ristoranti, i bar, le pasticcerie e i negozi di abbigliamento che devono abbassare le saracinesche.

I negozi aperti

L’allegato 23 dell’ultimo Dpcm disciplina tutte le attività commerciali che possono restare aperte in zona rossa: si comincia, ovviamente, con i supermercati e con tutti i negozi di alimentari. Permessa l’apertura di edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, profumerie, cartolerie, ferramenta e lavanderie. C’è anche la possibilità – a differenza della prima fase della pandemia – di andare dal barbiere o dal parrucchiere così come di acquistare biancheria, abbigliamento per bambini fino a 16 anni, comprese le calzature, giochi e giocattoli e tutti gli articoli per la prima infanzia come carrozzine, passeggini, seggiolini per auto e lettini. Aperti i negozi per animali domestici e le pompe funebri. I negozi di abbigliamento per adulti, invece, dovranno restare chiusi (in attesa dell’area arancione). Non sono ammesse eccezioni.

Bar e ristoranti solo per asporto

Discorso a parte per ristoranti e bar. Come spiegato nelle Faq del governo, in zona rossa (così come in quella arancione) non è possibile aprirli al pubblico: non si possono far accomodare i clienti al tavolo ma restano consentiti sia l’asporto sia le consegne a domicilio (in questo caso senza limiti). Nello specifico, l’asporto è ammesso dalle 5 alle 18 senza alcuna restrizione, dalle 18 alle 22, invece, è vietato ai soggetti che svolgono, come attività prevalente, quella di bar senza cucina o commercio al dettaglio di bevande.

Resta vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e dei bar così come nelle loro adiacenze. Si può sostare all’interno di bar e ristoranti per il tempo necessario ad acquistare i prodotti per l’asporto, non oltre. I centri commerciali, invece, restano chiusi nei giorni festivi e prefestivi: in tutti gli altri è consentita l’apertura delle attività commerciali indicate dal governo e, dunque, giudicate essenziali. Stesso discorso per i mercati che restano chiusi, «salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari».

Le regole da rispettare

Le attività aperte in zona rossa, tra l’altro, devono rispettare tassativamente alcune regole imposte dal governo per limitare la diffusione del contagio. Nello specifico, sono chiamate a:

  • assicurare la distanza interpersonale di almeno un metro;
  • garantire ingressi in modo dilazionato;
  • vietare la sosta dei clienti all’interno dei locali più del tempo necessario per l’acquisto dei beni;
  • pulire gli ambienti almeno 2 volte al giorno;
  • far rispettare l’ingresso uno alla volta negli esercizi di vicinato fino a 40 metri quadrati;
  • differenziare, dove possibile, percorsi di entrata e uscita;
  • esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone che possono essere presenti contemporaneamente all’interno dei locali;
  • imporre l’uso di mascherine e guanti per i lavoratori e garantire la presenza di gel per disinfettare le mani e dei guanti monouso in prossimità delle casse.

Gli spostamenti consentiti

Fino al 5 marzo 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti (previa auto-certificazione):

  • per comprovati motivi di lavoro, salute e e necessità, anche verso un’altra regione;
  • per il rientro alla propria residenza, domicilio e abitazione;
  • per recarsi, una sola volta al giorno, sempre nel rispetto del coprifuoco, quindi tra le 5 le 22, verso un’abitazione privata nello stesso comune, nel massimo di 2 persone oltre a quelle già conviventi. Non rientrano nel computo i minori di 14 anni o le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. Chi vive in un comune con meno di 5.000 abitanti può spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio comune, quindi eventualmente anche in un’altra regione, con il divieto tassativo di andare verso i capoluoghi di provincia;
  • per portare a passeggio il cane sempre in prossimità della propria abitazione;
  • per andare in chiesa;
  • per fare attività motoria sempre da soli.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/ANDREA FASANI

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